mercoledì 28 novembre 2018

Mousse ai tre cioccolati



Per la marquise:

140 g tuorli (circa 6 uova)
140 g zucchero a velo
300 g albumi
280 g zucchero a velo
120 g cacao amaro
40 g fecola di patate
Zucchero semolato qb 

Per la mousse di cioccolato fondente:

250 g cioccolato fondente
50 g tuorli
250 g panna fresca montata
2 g gelatina in fogli

Per la mousse di cioccolato al latte:

250 g cioccolato al latte
50 g tuorli
250 g panna fresca montata
3 g gelatina in fogli

Per la mousse di cioccolato bianco:

250 g cioccolato bianco
50 g tuorli
250 g panna fresca montata
4 g gelatina in fogli

Per decorare:

100 g cioccolato fondente e gianduia 


Marquise: Montate i tuorli con 140 g zucchero a velo e gli albumi a neve con 280 g zucchero a velo. Mescolate delicatamente i due composti, aggiungendo il cacao e la fecola di patate. Versate il composto sulla placca da forno foderata con l’apposita carta e livellate il composto con una spatola, ottenendo uno strato spesso circa 8 mm. Cuocete a 200° per 8-9 minuti e infine spolverizzate con zucchero semolato. Fate raffreddare la marquise e coppatela con un cerchio di circa 22 cm di diametro, ricavandone un disco. Sul piatto di portata appoggiate lo stampo circolare e foderatelo sui lati con una striscia di acetato (o di carta forno, se non avete l’acetato). Inserite nello stampo il disco di marquise, che sarà la base della torta.

Preparate la mousse al cioccolato fondente ammollando la gelatina in acqua fredda  e sciogliendola poi in 20 ml di latte. Montate con uno sbattitore elettrico a frusta i tuorli, quindi unite il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria, la gelatina e la panna montata, continuando a mescolare bene con una frusta. Versate il composto sul fondo di marquise e livellate bene la superficie. Riponeteil dolce nel congelatore.

Preparate la mousse al cioccolato al latte e quella al cioccolato bianco usando lo stesso procedimento della preparazione della mousse al fondente.

Lasciate riposare la torta nel congelatore per 3-4 ore.

Al termine delle 4 ore togliete la mousse ai tre cioccolati dallo stampo e prima di servire decoratela a piacere con riccioli di cioccolato gianduia e di cioccolato fondente.



lunedì 19 novembre 2018

Panna Cotta con Caramello all'Arancia

Sono un'onironauta. Ebbene sì, lo ammetto. No, non è una malattia, né una strana religione. Significa che faccio sogni lucidi. E li faccio - troppo - spesso. Tutto è cominciato circa dieci anni fa, quando, leggendo un articolo su Focus (questo lo dico per sembrare colta), ho trovato un articolo con l'allenamento per fare sogni lucidi. Quindi ho lasciato la luce dell'ingresso accesa, mi sono concentrata sull'interruttore, mentre la accendevo, e mi sono ripetuta che in sogno avrei dovuto spegnerla. E sono andata a dormire. In effetti ho sognato di spegnerla, mi sono svegliata di soprassalto e mi sono spaventata. Da allora è come se si fosse aperto un varco verso un'altra dimensione, nella mia mente: ho iniziato a fare sogni perfettamente manipolabili dalla mia mente. Quindi se avviene qualcosa di spiacevole, sento la mia voce che mi dice "no, questa scena non mi piace, cambiamola" (se aggiungete anche che sogno le inquadrature, i movimenti di macchina e tutte le note di regia, è facilmente comprensibile il lavoro che faccio - oltre al fatto che non mi libero di esso nemmeno in sogno). 
Col tempo ho imparato anche a fare il "test di realtà" (mi sono documentata) e a trovare quegli elementi che mi facessero distinguere il sogno dalla realtà (funzionano quasi sempre elementi che hanno a che fare con il tempo o le date: un calendario, ad esempio, in sogno difficilmente vi dirà la data esatta)e sono diventata piuttosto brava in questo, ma a volte non nascondo che sono stata tradita dalla mia razionalità: quando questo avviene, il più delle volte capitano episodi alla "Inception", dove mi ordino di svegliarmi, mi sveglio, ma in realtà sto ancora sognando. Una volta mi sono svegliata in sogno per ben 3 volte, ognuna delle quali ero convinta di esserlo davvero, dato che come test di realtà avevo usato stupidamente il mio fidanzato che dormiva accanto a me. Alla fine mi sono svegliata davvero, e il mio fidanzato non c'era: si era alzato causa insonnia (stiamo messi bene in famiglia), perciò la mia mente continuava a "suggerirmi" che lui non c'era, e quindi mi svegliavo nuovamente (l'ipotesi più plausibile è che lo avessi sentito alzarsi nel sonno). 
Di sogni strani, spettacolari e terribilmente inquietanti ne ho fatti tantissimi, la maggior parte di essi li scrivo appena sveglia, per non dimenticarli, e sto pensando di trarne una serie tv 😁

Va bene, ho tergiversato anche troppo. Starei qui a parlare dei miei sogni lucidi per ore, ma ho scelto di aprirmi un blog di pasticceria, e mi tocca pubblicare la ricetta. 
Quella di oggi sono gli invernalissimi bicchierini di panna cotta con caramello all'arancia, una ricetta di Luca Montersino, che faccio spesso in questo periodo. Per me arancia + cannella = countdown verso il Natale (non trovate anche voi che il profumo di cannella appartenga al Natale?) 
Perciò, se volete un consiglio, usate il calendario per tenere il conto dei giorni che mancano al Natale, e non sognatelo! 😂

Ingredienti:

Per il caramello:
30 g di acqua
100 gr di zucchero
60 gr di succo d'arancia
scorza di un'arancia grattugiata
1 gr di sale

Per la chantilly di panna cotta:
250 gr di panna fresca
63 gr latte intero
50 gr di zucchero
4 gr di gelatina
2,5 gr di rum 
semi di una bacca di vaniglia

Per il crumble alla cannella:
50 gr di farina
50 gr di burro
50 gr di farina di mandorle
50 gr di zucchero a velo
cannella qb

In un pentolino cuocete l'acqua con lo zucchero, fino a farli imbrunire (non mescolate con utensili, ma muovete il pentolino); aggiungete il succo di arancia scaldato, spegnete il fuoco e aggiungete il sale e la scorza d'arancia. Versate il caramello alla base dei bicchierini, tenendone un po' da parte per la decorazione finale. Per la panna cotta: ammollate la gelatina in acqua fredda, portate a bollore il latte con la vaniglia, unite la gelatina strizzata, il rum e lo zucchero. Unite anche metà della panna liquida, l'altra metà montatela e unitela al composto quando avrà raggiunto i 25 gradi. Versate la panna cotta nei bicchierini, sopra al caramello e fate rassodare in frigo per 6 ore. Per il crumble: impastate tutto formando dei granuli e cuocete sulla leccarda del forno, a 160°, per 20 minuti. 
Decorate la panna cotta versando un po' di gocce di caramello sulla superficie, il crumble, le stecche di cannella e le arance caramellate.



giovedì 15 novembre 2018

Tarte Tatin



La tarte tatin è un dolce la cui origine va collocata nel girone delle leggende metropolitane dei cosiddetti "errori" (come tante altre cose, del resto), secondo cui dei perfetti sconosciuti con la testa fra le nuvole dimenticano ingredienti, o lasciano a marcire cose, o ne inventano altre a partire dall'unica cosa presente in frigo (magari pure scaduta). Insomma, sono i MacGyver della pasticceria (come dimenticarsi di MacGyver che costruiva bombe con un bullone rinvenuto a caso sul marciapiede, o aggiustava automobili con i lacci delle scarpe, ecc). In questo caso, la tradizione vuole che le sorelle Tatin, nella loro pasticceria in Francia, un giorno, preparando una torta di mele, si siano dimenticate di stendere la base nello stampo, prima di mettere le mele... 😨 (ok, siete pasticcere e vi dimenticate di stendere la base? Cioè volete farmi credere che avete sistemato volontariamente le mele sul fondo della tortiera senza che ci fosse nulla a sostenerle? Ma soprattutto, come diavolo avete fatto a sformarla dopo, dato che, non essendo ancora stata inventata la ricetta vera e propria, dubito abbiate imburrato e cosparso di zucchero la teglia, al limite avrete buttato le mele a pezzi lì così... come l'avete sformata quindi?) Insomma, queste mettono le mele, poi si accorgono che giacciono sul fondo gelido della teglia, ma non le tolgono, no, ci mettono la base sopra. "Al limite la giriamo alla fine", dicono, già me le vedo che se ne fregano altamente del risultato perché col cavolo che butto questa roba e ne rifaccio un'altra, mica sono Fedez che butta via il cibo in barba alla fame nel mondo. E quindi la cuociono, la girano et voilà, abbiamo inventato una torta sister, e si danno il 5. Che belle immagini. Tanto più che se fosse stata dritta, sarebbe stata una semplice brisé con pezzi di mela sopra. Non dovevano essere delle cime della pasticceria, le sorelle Tatin.

In ogni caso, questo dolce alla fine è buono, e, cosa più importante, è super facile. Ecco dunque come si fa:

Per la pasta brisé:
300 gr di farina
150 gr di burro
Acqua fredda
Sale

Mescolate il burro e la farina con un pizzico di sale. Aggiungete due cucchiai d'acqua e impastate fino a formare un panetto, che avvolgerete nella pellicola e metterete in frigo a rassodare per un'ora.

Ripieno:
4 Mele golden
180 gr di zucchero
50 gr di burro a temperatura ambiente
1 limone
Un pizzico di sale
Cannella qb

Con il burro ridotto in pomata spennellate il fondo di una teglia. Spolverizzatelo con una parte dello zucchero e disponete le mele sbucciate e tagliate a spicchi, con la parte esterna rivolta verso il basso. Terminate con il restante zucchero, una spolverata di cannella e un pizzico di sale. Ponete lo stampo sul fuoco e cuocete per 20 minuti, fino alla caramellizzazione dello zucchero. Alcune varianti prevedono la realizzazione del caramello prima di disporre le mele: in questo caso i tempi di cottura in forno saranno superiori, essendo le mele ancora crude. Fate raffreddare le mele con il caramello. Stendete la pasta brisé e ricoprite le mele, facendo un risvolto ai bordi, verso il fondo. Infornate a 180° per 20 minuti. Fate raffreddare completamente e capovolgete lo stampo su un piatto.

martedì 13 novembre 2018

Cheesecake cioccolato e pere



• Alétheia vs doxa •
Quante versioni di noi possono esistere?
Quando ero piccola ci riflettevo spesso, giacché esistiamo in quanto percepiti dagli altri, e la nostra percezione cosciente altro non è che ciò che resta nel filtro di quella altrui.
“La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date, ma è realtà per voi e non per me” (Uno, nessuno e centomila)


[Poi sono arrivati i social e la faccenda si è ulteriormente complicata.]

Quante versioni esistono invece della cheesecake cioccolato e pere? Ah, non lo so. Di certo esiste la mia. 

Ingredienti:
  • 180 gr biscotti secchi
  • 100 gr burro
Per la crema:
  • 400 gr pere
  • 300 gr formaggio fresco spalmabile
  • 300 gr cioccolato fondente
  • 100 gr zucchero a velo
  • 80 gr maizena
  • 50 ml latte intero
  • 3 uova
  • 4 cucchiai acqua
  • 1 cucchiaio zucchero
  • 1 pizzico cannella in polvere
  • succo di ½ limone
Frulla i biscotti secchi, mescolali con il burro fuso e versali nella tortiera imburrata e rivestita con carta forno. Schiacciali e livellali con un cucchiaio. Fai raffreddare in frigorifero per 30 minuti. Per la crema: sbuccia, togli i semi e taglia a cubetti le pere; mettile in una padella antiaderente e falle cuocere insieme al succo di limone. Aggiungi la cannella, lo zucchero e l’acqua, lascia cuocere per qualche minuto, fino a quando le pere risulteranno morbide e asciutte. Mettile da parte e falle raffreddare. Fai fondere il cioccolato a bagnomaria. A parte mescola il formaggio spalmabile con lo zucchero a velo; aggiungi il cioccolato fuso intiepidito e monta gli ingredienti. Successivamente aggiungi le uova e continua a montare. Aggiungi il latte a filo, continuando a mescolare e poi la maizena setacciata. Quando la crema avrà raggiunto un aspetto liscio e omogeneo, unisci le pere e mescola con una spatola. Versa la crema ottenuta sulla base rassodata in frigo e cuoci in forno statico, a 170° per un’ora. Una volta cotta lascia raffreddare la cheesecake in frigorifero per 4 ore. Guarnisci a piacimento con fettine di pere disposte a raggiera.


venerdì 9 novembre 2018

Plumcake cioccolato e pere



Non giudicate un libro dalla copertina. 
Dentro potrebbe essere pure peggio. 

O dentro potrebbe non esserci affatto ciò che vi aspettavate.

Quando interagiamo con altre persone, individuiamo automaticamente coloro con i quali ci sentiamo più in sintonia. E questo è un fatto.
Quando ci piace qualcuno, è il modo in cui ci vediamo attraverso lui a determinare la buona riuscita del rapporto. Inconsciamente ci accostiamo alle persone che ci vedono come ci vediamo noi. Nel bene e nel male. Perciò alla fine torna tutto su se stessi, e di come sono fatte le altre persone non v'è dato sapere. Forse non lo sanno nemmeno loro. Forse non scriviamo mai il nostro vero nome. A volte non lo conosciamo ancora nemmeno noi, a volte lo ignoriamo volontariamente, a volte ne scriviamo un altro, convinti che sia il nostro. A volte diamo dei segnali su ciò che siamo, troppo spesso per discolparci nel caso in cui fossimo smascherati, altre volte non ce ne rendiamo neppure conto. Ma nel mentre, l'immagine di noi prende forma negli occhi e nelle menti delle persone che ci circondano, e quando accade, è come un tatuaggio, è dura a mandarla via. 
Siamo ciò che siamo agli occhi della gente e per quanto di vero misto a fantasia ci sia, saremo sempre quello, infinite possibilità d'essere, tutte vere, già solo per il fatto d'essere state pensate.

[Questo già accade sin dalla notte dei tempi, figurarsi coi social, attraverso cui prendono forma altrettante personalità.] 

Forse per raggiungere la libertà, l'essere autentico, l'essere tutto e niente, uno, nessuno e centomila, l'unica strada è la follia.

Tutto questo pippone era per sfoderare la mia battuta: questo plumcake cioccolato e pere è un po' come me, pensi di aver capito com'è, poi lo tagli e dentro ci trovi una pera 😂

Ingredienti:
  • 4 uova
  • 150 gr di zucchero 
  • 120 gr di cioccolato fondente fuso a bagnomaria
  • 60 gr di farina 
  • ½ bustina di lievito 
  • 120 gr di burro fuso 
  • 140 gr di noci 
  • 3 pere 
Mescola i tuorli con lo zucchero, aggiungi cioccolato, burro, farina e lievito. Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale e unisci al composto. Aggiungi anche le noci tritate. Versa tutto nello stampo imburrato e infarinato, infilaci dentro tre pere con base e punta tagliate e senza il torsolo. Inforna a 170° per 50 minuti circa. Completa con zucchero a velo.


lunedì 29 ottobre 2018

Pumpkin Pie



La Pumpkin Pie è uno dei miei dolci preferiti. L'ho capito quando quattro fette in una giornata non mi sono bastate e sognavo di mangiarne ancora. L'ho capito quando ho sperato di non dover mai scoprire di essere, che so, allergica alla zucca, perché per me sarebbe una tragedia. 

Questa è la tradizionale crostata alla zucca che si prepara negli USA per il giorno del ringraziamento, festa che cade il quarto giovedì di novembre. Ma siccome da noi il Thanksgiving non esiste, solitamente io la preparo a fine ottobre, quando le prime zucche fanno capolino sui banchi del supermercato. 

Ingredienti
  • 110g burro freddo
  • 250g farina 00
  • 110g zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
Per la crema:
  • 400g polpa di zucca
  • 2 uova medie
  • 100g zucchero di canna
  • 20g miele
  • 20g zenzero fresco (o 3g in polvere)
  • 2g cannella in polvere
  • 150g panna fresca liquida
Per decorare:
  • 100g panna fresca liquida
Amalgamate la farina con il burro tagliato a pezzi fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungete lo zucchero a velo setacciato e poi le uova leggermente sbattute. Impastate fino ad ottenere un panetto liscio, avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigo per 30min.
Sbucciate, private dei filamenti e tagliate a pezzetti la zucca e cuocetela in forno per 20min a 180°, coprendo lo strato superiore con la carta argentata. Una volta cotta deve risultare tenera e morbida. Quindi frullatela per ottenere una purea e fatela raffreddare a temperatura ambiente. Lavorate lo zucchero di canna con le uova e aggiungete il miele, lo zenzero (grattugiato e pelato se fresco) e la cannella. Aggiungete anche la zucca. Montate leggermente la panna e unitela al composto.
Stendete la frolla tra due fogli di carta forno, dandogli uno spessore di 3-4 mm, sistematela in uno stampo per crostate da 24cm (imburrato e infarinato), bucherellate il fondo con una forchetta. Versate la crema nel guscio e cuocete in forno statico preriscaldato (nel ripiano sotto a quello centrale) a 160° per 60min più 5 min a 180°. Con la frolla avanzata ricavate delle forme di foglie e cuocetele in forno (180° per 15 minuti). Montate a neve 100g di panna e con la sac à poche con bocchetta a stella guarnite la torta lungo i bordi. Sistemate i biscotti a forma di foglia sulla superficie della torta. In alternativa potete sistemare i biscotti ancora a crudo, lungo il bordo della torta e cuocerli insieme ad essa.






mercoledì 17 ottobre 2018

Ciambella alla zucca e gocce di cioccolato



D'Autunno si sa, si chiudono i cerchi. Si saluta definitivamente il rosso accecante dell'estate, l'odore del mare sulla pelle e la gioia immotivata che ti assale improvvisamente come un attacco epilettico: si sentono sempre meno le hit estive in radio, fino quasi a precipitare in un'eco che sembra l'urlo che fai svegliandoti da un incubo; la pelle non brucia più quando ti gratti il naso, si torna a mettere il fondotinta e il correttore e ormai la terra abbronzante non ha più senso, perché senza il supporto della tua abbronzatura puoi solo sembrare... non mi viene alcuna metafora, puoi solo sembrare una bianca cadaverica con due macchie arancioni in faccia. Perfino il sole cambia posizione: d'autunno inizia a bussare quel fastidioso raggio malefico che si posiziona tra la terza e la quarta finestra della mia veranda, finendo direttamente lì, sul lato del divano dove siedo io dopo pranzo, e inizia un caldo torrido che sudi manco fosse agosto per poi dopo un'ora ripiombare nel gelo mortuario (e tutto ciò disturbando la visione post pranzo dei programmi invernali da digestione, tipo Amici di Maria de Filippi). L'autunno, si sa, ingrigisce tutto, anzi "marronisce", come le foglie "croccanti" (l'ho già detto "croccanti"?) che croccano appunto sotto i piedi. A me l'autunno non piace. All'inizio. Poi sì, come una sorta di rassegnazione, una spinta sullo scivolo giù verso l'inverno e fino a Natale, con le lucine e tutto il resto. Ma questa è un'altra storia.

Ma la cosa più importante è che
È Autunno: cadono le foglie.

No, in realtà volevo dire che con l'autunno saltano fuori (vecchie) nuove liste, cicliche, come dei vecchi post it con la colla ormai consumata, stropicciati, che ritrovi nei jeans - se sei fortunato - prima di metterli in lavatrice. La lista è sempre la stessa, con qualche variazione stagionale:
- Filtri caldi su instagram (tipo M5 di Vsco)
- Mele, zucche, foglie secche
- Bevande calde, maglioni, tavoli scuri, lucine

[in fase di elaborazione]


Ma veniamo a noi: dicevamo zucca. Bene. Ho comprato una zucca. Per la precisione un quarto di zucca. Con un quarto di zucca ci fai un ciambellone, un risotto e poi il resto ve lo dico quando uso l'ultimo pezzo.
Oggi vi racconto come ho preparato il ciambellone.
Che, tra l'altro, è:
- Senza burro
- Senza glutine
- Senza precedente cottura della zucca

Ingredienti:

300 g di zucca
250 g di farina senza glutine (ma potete usare indifferentemente quella normale)
3 uova
100 g di zucchero di canna
100 ml di olio di semi di girasole
80 g di gocce di cioccolato
1 cucchiaino di cannella
1 bustina di lievito
80 g di mandorle pelate
zucchero a velo

Pulite la zucca e tagliatela a pezzi. Frullatela con l'olio di semi, fino a raggiungere una consistenza cremosa. A parte montate le uova con lo zucchero di canna, per due minuti. Aggiungete alle uova il lievito setacciato, la cannella e le mandorle precedentemente frullate. Aggiungete alternandole la crema di zucca e la farina setacciata. Poi le gocce di cioccolato. Imburrate e infarinate uno stampo per ciambelle, riempiendolo fino a  2 cm prima del bordo (in cottura crescerà). Infornate a 170°, per 40 minuti. Fate raffreddare la ciambella, sformatela e spolverizzatela con zucchero a velo.






Cremoso al pistacchio e mousse alle nocciole

  Marquise al cioccolato  70 g di tuorli 70 g di zucchero a velo 150 g di albumi 140 g di zucchero a velo 60 g di cacao amaro 20 g di fecola...